Due donne vogliose si scoprono sessualmente

Mi chiamo Marzia, e all’epoca dei fatti avevo 19 anni.

Mi trovavo in viaggio-studio in Inghilterra, a Cambridge: un regalo dei miei genitori per la conclusione del mio percorso al liceo.
Ogni mattina seguivo delle lezioni di lingua inglese al college, ma mai avrei immaginato che la lingua che più di tutte avrei amato, in quella vacanza, sarebbe stata un’altra.

La mia insegnante, Kathrine, era giovane: aveva 30 anni, un bel fisico sinuoso dalla pelle ambrata, due occhi verdi, lunghi capelli ramati e lisci, e delle labbra che sembravano state create per baciare.

Mi sorpresi più volte ad indugiare sul suo viso e sul suo corpo, chiedendomi come sarebbe stato frequentarla al di fuori di quel contesto.

Ho sempre creduto di essere eterosessuale, o forse questo era ciò che mi avevano indotta a credere, e così cercavo di scacciare quel pensiero, e di non ascoltare la morsa che mi attanagliava lo stomaco ogni qualvolta lei mi si avvicinasse e mi rivolgesse la parola. Arrossivo sempre e cominciavo a balbettare come una ragazzina intimidita, e lei mi osservava in un modo strano, con uno sguardo quasi malizioso.

Durante una giornata di pioggia, persi il pullman per tornare nella casa in cui ero ospite, e mentre mi chiedevo cosa fare, Kathrine stava uscendo dai parcheggi del college sul suo pick-up, e si affiancò a me.

Dopo un breve scambio di battute, si offrì di accompagnarmi. Una volta in macchina, mi subissò di domande sull’Italia e sulla mia vita: mi chiese persino se fossi fidanzata, e al mio no, rispose che nemmeno lei lo era, e poi soggiunse di essere lesbica.

Arrossii violentemente, e lei rise; parcheggiò in un viale alberato deserto, prima di riportarmi a casa, con la scusa di conoscermi un po’meglio. Mentre parlavamo, mi cadde lo sguardo sulla sua profonda scollatura, e desiderai ardentemente di sfiorare quel seno così pieno e prorompente.

Mi voltai, cercando di distogliere il pensiero dalle sue forme, e dopo pochi secondi, senza che me ne accorgessi, sentii le sue labbra premere sulle mie. Rimasi pietrificata, e lei mi sussurrò di rilassarmi e di lasciarmi andare.

Me la ritrovai a cavalcioni, con la gonna alzata fino ai fianchi: non resistetti oltre e afferrai il suo seno, palpeggiandolo con voglia. Ora fui io a cercare le sue labbra, e lei mi infilò la lingua in bocca, strusciandola contro la mia.

Ci spogliammo vicendevolmente, prese da una voglia irrefrenabile: lei mi succhiò entrambi i capezzoli, facendomi impazzire, mentre io esplorai tutto il suo corpo, timidamente. Mi prese la mano e la portò sulla sua figa, incitandomi a penetrarla: non me lo feci ripetere due volte, e sebbene inesperta, cominciai a scoparla prima con due e poi con tre dita. I suoi gemiti di piacere e le sue urla di puro godimento mi galvanizzavano, e aumentai il ritmo, finchè lei venne e si accasciò su di me, stremata.

Ripreso fiato, cominciò a baciarmi il collo, alternando i languidi baci a voluttuose leccate.

Scese sul seno, leccandolo e baciandolo, per poi infilare la lingua nell’ombelico e avventurarsi fino al mio angolo più nascosto.
Annusò la mia figa, e poi ci si tuffò, alternando colpi di lingua sul clitoride a lunghe e voluttuose leccate per tutta la lunghezza.

Venni urlando.
Non dimenticherò mai la mia prima esperienza lesbica.

Post Author: massadmin

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *